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A margine del decalogo per gli albergatori e i
ristoratori non potevano mancare i suggerimenti anche per il turista
con esigenze particolari. Come potrete notare i consigli sono più
sintetici ma nient’affatto scontati. Vi invitiamo a seguirli tutti.
Il
fatto di essere disabili non è un passaporto o un lasciapassare per
poter commettere qualsiasi ingenuità, imprudenza o superficialità.
Credere il contrario significa “cercarsi rogne” in un momento della
nostra vita, la vacanza o il viaggio di piacere, in cui vorremmo
rilassarci, stare tranquilli, divertirci.
Meglio prendere
delle precauzioni e assumere un atteggiamento prudente per evitare
sgradite sorprese.
Diamoci allora
delle regole: un decalogo per il turista con esigenze
particolari.
PRIMO
Dotarsi di
pazienza. Organizzare una vacanza non comporta solo lo stress di
decidere dove andare, ma prevedere e verificare anche tutti i
servizi accessori e supplementari che ognuno, a seconda dei propri
bisogni, deve necessariamente trovare.
Questo significa
che per la persona disabile predisporre una vacanza è una doppia
fatica: superarla darà il doppio della soddisfazione!
SECONDO
Scegliere una
buona agenzia di viaggi. L’agenzia rappresenta il nostro
“interprete tecnico”, in grado di spiegare il significato del gergo
turistico e le modalità operative dietro le quali si nascondono
spesso “trabocchetti” pericolosissimi. Per esempio, prenotando un
biglietto aereo siamo classificati WCHC o WCHS, in base alle sigle
internazionali. WCHC o WCHS? Ricordiamoci che la scelta finale e la
relativa responsabilità è nostra, quindi è necessaria grande
attenzione al momento di decidere.
Non stancatevi di
chiedere, chiedere, chiedere….
TERZO
I consigli degli amici. Le
persone con disabilità simili alle nostre sono quelle che spesso
possono darci la “dritta” migliore…. Non riteniamole però
responsabili nel caso tornassimo a casa insoddisfatti! Tenete
infatti presente che il fatto di avere lo stesso tipo di disabilità
non comporta (per fortuna) anche le stesse preferenze e gli stessi
gusti.
QUARTO
L’accessibilità di per sé
non è un motivo di vacanza. Non facciamo l’errore di scegliere
il viaggio in base a questo criterio. Soggiornare in un hotel solo
perché è accessibile non è certo una grande soddisfazione se non ci
viene offerta la possibilità di vivere un’esperienza interessante.
Meglio, a questo punto, rimanere a casa.
QUINTO
Assecondare i propri interessi.
Città, musei, mare, montagna, raid in handybyke: scegliamo in base
alle nostre preferenze, ma ricordiamoci che dovremo sempre essere
pronti all’imprevisto ed adattarci per superare qualche piccolo
ostacolo. Molto spesso è sufficiente chiedere: c’è chi si è fatto
smontare porta e bidet del bagno per essere autonomo e godersi
pienamente la vacanza. Questo non è solo indice di tenacità, ma il
giusto atteggiamento di chi ha saputo presentare correttamente i
propri bisogni trovando la risposta adeguata da parte dei
gestori delle strutture ricettive.
SESTO
Essere flessibili e disponibili.
Cercare una soluzione “onorevole” non significa avere un
atteggiamento sottomesso e remissivo. Per evitare comunque
spiacevoli inconvenienti è meglio, nel caso si abbiano necessità
particolari, farle redigere sul contratto d’agenzia: in
questo modo se abbiamo chiesto porte con una larghezza minima di 60
cm e le troviamo di 58 cm abbiamo in mano un documento che ci
tutela. Nessun problema ad avanzare questo genere di richieste,
se l’agenzia si rifiuta di metterle per iscritto rivela poca
serietà, quindi la soluzione migliore sarà rivolgersi ad un’altra
struttura.
SETTIMO
E’ buona norma prendere nota di
tutto. Se ci troviamo a dover litigare perché non viene
rispettato un nostro diritto o non ci viene fornito un servizio per
il quale abbiamo pagato, annotiamo tutto: nomi, luoghi, orari,
misure. Spesso le persone, quando si sentono chiedere nome, cognome
e ruolo, cambiano tono e grado di disponibilità. In caso
contrario, abbiamo in mano tutti gli strumenti necessari per far
valere, successivamente, le nostre ragioni.
OTTAVO
Ricordarsi di essere consumatori.
Non dimentichiamoci che paghiamo per un servizio che ci deve essere
corrisposto esattamente come l’abbiamo concordato. In caso contrario
contrattiamo un eventuale sconto. Se l’hotel considera
compresi nel prezzo anche la piscina e i campi da tennis, che non
sono però da noi utilizzabili, chiediamo di scorporarci il prezzo
dal costo pagato. Questo è senz’altro un giusto atteggiamento
da parte del consumatore ed è educativo anche per
l’albergatore. Ovviamente non pretendete sconti solo per il fato di
essere disabili.
NONO
Diventare scrittori.
Impariamo a raccontare le nostre esperienze ad altri, anche
utilizzando i forum e le liste di discussione che si trovano in
internet oppure attraverso riviste come Mobilità. Le notizie
gireranno più in fretta e avremo a disposizione maggiori
informazioni per organizzare al meglio la nostra vacanza.
Non è necessario essere giornalisti
o scrittori provetti: scrivete come vi viene. L’importante è che
oltre alle sensazioni riportiate anche indicazioni corrette:
prendete nota di indirizzi, numeri di telefono, annotatevi
l’accessibilità, completa o condizionata. Sono queste le
informazioni più preziose.
DECIMO
Spesso incontriamo persone con
disabilità che in vacanza sono troppo pazienti e
sopportano anche l’insopportabile, oppure persone troppo
“reattive” che esigono tutto e subito, secondo le loro pretese.
Quasi sempre il giusto
atteggiamento sta nel mezzo: flessibilità e determinazione
sono per tutti elementi indispensabili.
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